"Vestiario" di Wislawa Szymborska

Pubblicato il da elisabetta.rotondi

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Ti togli, ci togliamo, vi togliete

cappotti, giacche, gilè, camicette
di lana, di cotone, di terital,
gonne, calzoni, calze, biancheria,
posando, appendendo, gettando su
schienali di sedie, ante di paraventi;

per adesso, dice il medico, nulla di serio
si rivesta, riposi, faccia un viaggio,
prenda nel caso, dopo pranzo, la sera,
torni fra tre mesi, sei, un anno,
vedi, e tu pensavi, e noi temevamo,
e voi supponevate, e lui sospettava;
è già ora di allacciare con mani ancora tremanti
stringhe, automatici, cerniere, fibbie,
cinture, bottoni, cravatte, colletti
e da maniche, borsette, tasche, tirar fuori
-sgualcita, a pois, a righe, a fiori, a scacchi- la sciarpa
riutilizzabile per protratta scadenza.

 

(Vestiario da Gente sul ponte, Libri Scheiwiller, 2009)

 

Il poeta contemporaneo talvolta non si dichiara tale...

Non veste come un tempo di abiti eccentrici,

ma quando può toglie guanti, sciarpa e cappello

per entrare nelle cose che osserva o in quello che sente

e che si sente nella società.

 

Infine Scrive sugli amati fogli bianchi.

 

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