L'eternità della maschera napoletana di Pulcinella

Pubblicato il da Elisabetta Rotondi

Il napoletano 'Pulecenella' noto a tutti come Pulcinella è una delle maschere della Commedia dell'Arte che vale la pena di ricordare per l'importanza che ha rivestito nella storia del teatro italiano e per l'autentico simbolo che oggi è del teatro dei burattini.

La caratteristica maschera napoletana di Pulcinella sarebbe stata inventata nel 1656 da Andrea Calcese detto Ciuccio, un sarto di Acerra, paese in provincia di Napoli. La sua recitazione si fondava sull'improvvisazione, il che consisteva nell'inventare continuamente lazzi e battute senza alcuno schema prefissato.

Per altri la maschera di Pulcinella sarebbe nata prima ancora, per opera dell'attore Silvio Fiorillo nella seconda metà del 1500 – 1632 circa.

Pulcinella indossa il costume bianco degli zanni e rappresenta il servo furbo, a volte astuto ma ignorante. Personaggio questo che esisteva già nelle farse popolari romane chiamate Fabulae Atellanae, e il nome deriverebbe dalla voce basso-latina Pullicenus che significa ‘pulcino’ che ha il naso adunco.

Pulcinella è l’espressione del ‘povero’, di chi è ‘maltrattato’. Ha sempre fame ed è insaziabile. Appare evidentemente come uno sciocco, ingenuo e inesperto, invece possiede innumerevoli risorse, prima fra tutte un'esilarante simpatia che gli permette di sopravvivere a ogni situazione gli capiti.

Il filosofo Benedetto Croce lo definì, forse giustamente, “il ritratto, la caricatura o l’ideale del napoletano”.

Al di là della Commedia dell'Arte il soggetto di Pulcinella si è sviluppato autonomamente e con grande successo nel teatro dei burattini, di cui è ormai emblema indisscusso. Da burattino egli non è più servo e servitore, ma un importante archetipo di vitalità, un anti-eroe indocile e irriverente, che si batte però contro le contraddizioni del quotidiano e i nemici più impensabili. Tutto ciò rende ancor più ridenti le sue scenette.

Il Pulcinella delle guarattelle napoletane è quindi il protagonista assoluto che affronta e vince i suoi avversari.

Un grande interprete moderno della maschera eterna è stato senz'altro Eduardo De Filippo (1900-1984) che lo impersonò in teatro in varie occasioni, soprattutto agli inizi della sua carriera, come nel 1958 a Milano per inaugurare la stagione del Piccolo Teatro. Il suo è un Pulcinella che si addolora per la sofferenza dei poveri e dei diseredati e medita un'azione di rivolta. A questa tipologia di personaggio della Commedia si ispira anche il famoso cantante napoletano Pino Daniele che nel suo album d'esordio Terra mia del 1977 nel brano Suonno d'ajere interpreta la parte di Pulcinella nello stesso tempo irato e malinconico.

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