La società postmoderna in "Vite che non possiamo permetterci", di Z. Bauman
La società post-moderna è in continua trasformazione a causa del repentino processo di globalizzazione di ogni settore: quello dell'industria e dello scamio di merci, della comunicazione e dello spettacolo, della politica e dell'informazione. Per comprendere ciò che sta accadendo nel mondo, in Europa e in Italia, può essere utile affidarsi alle pagine del libro-intervista "Vite che non possiamo permetterci" di uno dei più illustri pensatori d'oggi, il sociologo Z. Bauman.
I mutamenti che la globalizzazione provoca in ogni settore della società sono radicali e talvolta brutali per gli uomini che la vivono. Le nuove tecnologie, la libera informazione sul web, la facilità di spostamento in aree del globo che in passato sembravano troppo remote sono solo alcuni dei fattori che generano velocità delle percezioni emotive e delle azioni. Ne deriva un approccio individualistico, lontano dalle necessità dell'altro e dannoso per l'habitat originario in cui si ci stabilisce.
Zygmunt Bauman ritiene che le nostre esistenze sono ad oggi stettamente collegate ai circuiti dei mercati, alle decisioni aziendali, alle campagne pubblicitarie, etc. Un esempio su tutti: ogni anno in tutto il mondo industrializzato gli interventi di chirurgia estetica si moltiplicano, oltre la già elevata percentuale di spese cosmetiche "pro-donna". L'insicurezza infatti genera paura, pertanto è la principale fonte di business. Nella nostra società la donna è insicura e vorrebbe essere sempre più bella e magari fermare il tempo: cosa impossibile ma che rende praticabile per le cliniche e le aziende di settore, invece, guadagni strepitosi.
Lo studioso sottolinea un concetto alla base di tutta la sua lunga analisi: la vita 'moderna' si è trasformata in una spesa sapiente che dura fino agli ultimi giorni e ciò vale per tutte le fasce di età. Producendo, a parer mio, una marea umana di debitori, illusi di essere qualcun altro o semplicemente migliori con un abito, un taglio di capelli, un orologio, un iPod alla moda. L'individuo si appiattisce così fino a scomparire per lasciare posto all'uomo-merce e all'uomo-utente finale. Dove siamo e dove potremmo arrivare non lo si sa fino in fondo, ma in compagnia di questo libro si può provare a immaginarlo, a capirlo almeno parzialmente, come ho fatto io.